Approfondimenti

Il Fondo Petrolifero della Norvegia

Petrolio NorvegiaCome è noto, la Norvegia è uno dei maggiori produttori di petrolio su scala planetaria. Alla fine degli anni sessanta dopo anni di ricerche sui fondali del Mare del Nord, la Phillips Petrolum scoprì uno dei 10 giacimenti più grandi del mondo (per quei tempi), l?Ekofisk. Nell?arco di 20-30 anni il petrolio portò la Norvegia, di per se già benestante, ad essere tra i paesi più ricchi e moderni del pianeta.

Dopo anni di sviluppo e crescita irrefrenabile, intorno al 2001 il petrolio del Mare del Nord incominciò a diminuire. Tuttavia, il previdente governo norvegese, in previsione di una possibile inversione di marcia, nel 1990 decise di istituire il Fondo Petrolio Norvegese (Fondo Pensione Governativo-Globale), una sorta di gigantesco fondo pensione petrolifero di carattere pubblico, gestito dalla Norges Bank, la banca centrale norvegese. Ad oggi, il fondo norvegese è il secondo Fondo Sovrano maggiore del mondo, dopo quello di Abu Dhab.

Il fondo venne creato con due obiettivi principali: l?efficente gestione, senza sperperi, dei volatili proventi del petrolio e il  risparmio del denaro guadagnato a fronte di impegni finanziari futuri. Esso è struttuarato attraverso un giro di attività di circa 375 miliardi di dollari, di questi 1/3 sono investiti negli Stati Uniti in azioni e bond, su un totale di 7000 società di mezzo mondo e 7.500 obbligazioni.
Oggi tale ?fondo risparmio? norvegese vale centinaia di miliardi di euro, mentre in futuro si prevede una sua crescita esponenziale del 200%, e oltre, del PIL norvegese.

Martin Skancke, direttore generale del Ministero delle Finanze norvegese e responsabile del Fondo Sovrano, conferma che il fondo viene investito esclusivamente all?estero per diversificare il rischio e che, oggi in modo particolare, la sua funzione è anche quella di stabilizzazione dei mercati.
Il segreto, come spiega il giovane ministro, è l?investimento nel lunghissimo periodo, comprare quando i mercati scendono diversificando l?investimento.

I fondi sovrani sembrano quindi essere l?unica risorsa in un settore, quello petrolifero, oggi in crisi. Un?ombra di dubbio sembra tuttavia assalire oggi gli analisti: come afferma la Associated Press, pare che i fondi sovrani dei Paesi petroliferi stiano contribuendo alla estrenuante volatilità dei prezzi del greggio. A questo proposito FMI e OCSE stanno studiando il loro effetto sui mercati globali, mentre da parte sua la UE pensa già di introdurre nuove regole sulle operazioni di investimento, non sempre del tutto trasparenti.

Non ci rimane che monitorare l?andamento del mercato per vedere se veramente i Fondi Sovrani siano una benedizione per il mercato attuale e quindi un esempio da seguire, oppure come consiglia qualcuno, tuttaltro affare.

 

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