Storia della Norvegia

L'unione con la Danimarca

Margherita I di NorvegiaIl tardo Medioevo fu un periodo di forte declino economico in Norvegia. La popolazione venne  decimata dalla peste e da altre epidemie durante il XIV secolo. Il redditto fu ridotto all'inverosimile anche a causa dell'abbandono di molte aziende agricole, indebolite dalle mancate produzioni. Alcuni storici sostengono che un peggioramento del clima e l'accresciuto potere della Lega Anseatica sull'economia norvegese siano stati la causa della infelice tendenza; altri incriminano il costante impoverimento del terreno.

La Peste colpì la Norvegia intorno al 1349-50, uccidendo fino a due terzi di una popolazione di circa 400.000. La tragedia fu tale che per recuperare lo stesso livello demografico si dovete aspettare alla metà del XVII secolo. Le alte classi della società furono particolarmente colpite, compreso l'alto clericato. Molte famiglie nobili furono costrette a prendere il posto dei  propri contadini per la morte dei lavoratori e la diminuzione dei redditi.

La depressione economica aveva comunque diverse ramificazioni politiche. La Danimarca acquistava sempre maggiore importanza nel circolo dei paesi nordici, mentre Norvegia e Svezia, in assenza di un forte potere politico, erano vincolati alla Lega Anseatica e minacciati dalla supremazia economica tedesca. Nobili danesi e tedeschi venivano nominati alle più alte cariche ufficiali. Le terre e le dimore episcopali incominciarono a passare  in mani straniere. La nobiltà norvegese incominciò allo stesso tempo a ridursi sempre più, tanto che ne fu minata la capacità del popolo norvegese di affermare con fermezza i propri diritti nazionali.

Divenne limitato anche il potere reale di Haakon VI (1355-80). Gli alti burocrati e il clero, caduti  vittima della peste nera vennero sostituiti da danesi e svedesi. Il governo centrale prese il controllo del regno tanto che le aree locali iniziarono a condurre i propri affari. Haakon VI sposò Margherita, figlia di Valdemaro IV Atterdag di Danimarca (che tra il 1340 e il 1375 guidava il regno più potente e organizzato dei tre Paesi scandinavi), e il loro figlio, Olaf,  venne eletto re di Danimarca nel 1375. Olaf divenne anche re di Norvegia alla morte del padre (nel 1380), ma morì nel 1387 all'età di 17 anni, e sua madre, che aveva servito come reggente in entrambi i regni per lui, divenne poi il sovrano di entrambi i regni.

Con l'adesione di Margherita I di Danimarca al potere nel 1387, si gettarono le basi per la prevista unione politica con la Danimarca, che si protrasse fino al 1814. Ella fece di suo pronipote Erik di Pomerania (poi Erik VII), allora sei anni, il suo futuro erede. Nel 1388 venne acclamata anche regina di Svezia. Nel giugno del 1397 Erik fu incoronato re di tutte e tre le nazioni scandinave, in una cerimonia a Kalmar, in Svezia (Unione di Kalmar).

Co l'Unione di Kalmar, la Norvegia divenne una parte sempre più politicamente insignificante nella compagine scandinava: mentre i consigli nazionali di Danimarca e Svezia assumevano importanza, quello della Norvegia non era in grado di affermarsi. Dopo l'adesione di Cristiano I di Oldenburg nel 1450, il governo norvegese venne nuovamente concentrato a Copenaghen. Lo stesso re, fu anche costretto a vendere le isole Orcadi e Shetland alla Scozia per racimolare la dote per la figlia, isole che non furono mai riprese.

Nel 1536 la Norvegia cessò di essere un regno indipendente: nell'Assemblea Nazionale a Copenhagen il re Cristiano III promise ai nobili danesi che la Norvegia sarebbe stata assoggettata alla Corona Danese. La chiesa norvegese perse ugualmente la propria autonomia. I nobili danesi furono così liberi di assumere posizioni ufficiali di diritto in Norvegia. Olaf Engelbrektsson, l'ultimo arcivescovo norvegese e capo del consiglio, lasciò il Paese nel 1537 per i Paesi Bassi, portando con sé il santuario di St. Olaf.

Dal 1550 le risorse naturali norvegesi, tra cui pesce, legname, minerali di ferro e rame, materie prime, risultarono sempre più necessarie per l'Europa occidentale e vennero sempre più sfruttate. Di conseguenza, la borghesia norvegese divenne un fattore politico di non poco conto. Il tutto portò ad una particolare attenzione del governo danese nei confronti della Norvegia.

A seguito dello sviluppo economico emerse in Norvegia una ben distinta classe media che incominciava a sostenere i segni di una nascente coscienza nazionale, particolarmente visibile nel 1700. Si fece strada la richiesta di una propria banca nazionale e di una università, a simboleggiare gli ultimi umori. Il censimento del 1801 contava 883.000 abitanti in Norvegia e 925.000 in Danimarca. I numeri rivelano una crescita notevole della popolazione dal XVII secolo e indicano una stabilità economica che nel XIX secolo ha fornito la base ai norvegesi per l'indipendenza dalla Danimarca.

La tendenza  venne accelerata durante le guerre napoleoniche del 1807 -1814. Danimarca e Norvegia erano alleate con la Francia, e il blocco che ne seguì isolò il Paese sia dalla Danimarca che dal resto del mercato. Spedizione e esportazioni di legname si fermarono e il territorio venne devastato dalla fame. Una commissione governativa di alti funzionari venne nominata con il compito di affermare sul lato pratico come il Paese non potesse più essere somministrato da Copenhagen. Re Federico VI acconsentì alle richieste di una università nazionale, nel 1811. Tutti questi eventi formarono lo sfondo a quello che doveva avvenire nel 1814 e che porteranno alla Unione con la Svezia.

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