Storia della Norvegia

L'unione con la Svezia

Unione Norvegia e SveziaIn diverse occasioni Norvegia e Svezia sono state unite sotto lo stesso regno: dal 1319 al 1343, dal 1449 al 1450 in opposizione a Cristiano di Oldenburg, che era stato eletto dai danesi come re dell'Unione di Kalmar e dal 1814 al 1905, quella che viene definita come la vera e propria unione tra la Norvegia e la Svezia.

Alla fine dell'era vichinga tutti i figli reali, legittimi o illegittimi, risultavano possedere gli stessi diritti davanti alla corona se fossero accettate da un Lagting (Parlamento). Nel corso dei secoli XI e l'inizio del XII non era raro per la Norvegia avere due o più re in potere senza conflitti.

A Magnus VI successe il giovane figlio Erik II (1280-99), la cui reggenza fu guidata dai magnati laici che controllavano il potere centrale in tutto il suo regno. La chiesa cercò di recuperare alcuni  privilegi che era stati negato da Magnus, ma la reggenza si dimostrò più forte. I magnati cercarono anche di limitare i diritti dei mercanti tedeschi in Norvegia, ma in tutta risposta furono bloccati dalle città della Lega Anseatica e costretti ad accettare le richieste tedesche. Ad Erik successe il fratello, Haakon V (1299-1319), deciso a rinnovare il potere regio. Costruì una serie di fortezze, tra cui Akershus a Oslo, segnando il passaggio del potere politico dalla costa ovest alla zona di Oslo.

Alla morte di Haakon V, re di Norvegia, nel 1319, Magnus Erickson (di soli 3 anni), suo nipote e giovane figlio di Erik, figlio di Magnus I di Svezia, ereditò il trono diventando re Magnus VII di Norvegia. Allo stesso tempo divenne anche re di Svezia (in questo periodo entrambi i re di Svezia e della Danimarca venivano eletti al trono dai loro rispettivi nobili.).

Dal 1319 al 1343, Norvegia e Svezia condivisero la monarchia, tanto che successivamente divenne consueta la disposizione dei matrimoni reali inter-scandinavi. Haakon VI (1340-80) - figlio del re svedese Magnus Eriksson e di Ingebjørg, figlia di Haakon V – divenne erede legittimo al trono di Norvegia. Haakon sposò Margrete, figlia del re danese Valdemaro Atterdag, che poi diventò in seguito Margherita I (regina dei regni di Norvegia, Danimarca e Svezia).

Il loro figlio, Olav, venne scelto per ereditare il regno danese alla morte di Valdemaro, che infatti avvenne nel 1375; lo stesso Olav ereditò il trono di Norvegia, dopo la morte del padre nel 1380, portando così la Norvegia in una unione con la Danimarca (Unione di Kalmar) che durò fino al 1814 (vedi Unione con la Danimarca in dettaglio).

Nel XIX secolo, si assiste alla terza unione tra Norvegia e Danimarca, creatasi a seguito di una serie di inevitabili eventi. Dopo la sconfitta di Napoleone nella battaglia di Lipsia (1813), la Svezia ribadisce la sua strategia del XVII secolo con la Danimarca, attaccando da sud. Con il trattato di Kiel (14 gennaio 1814), la corona danese abbandona tutti i suoi diritti sulla Norvegia al re di Svezia, senza rinunciare ai diritti sulle dipendenze norvegesi di Islanda, Isole Faroe e Groenlandia. Questo anche perché l'Inghilterra era fortemente contraria ad eventuali accumuli di potere svedese nel Nord Atlantico.

L'indipendenza norvegese non ottenne il sostegno delle grandi potenze. Dopo una breve guerra di 14 giorni tra Norvegia e Svezia, l'allora re norvegese Christian si dimise a favore di Jean Bernadotte più tardi conosciuta come Karl Johan, principe della corona svedese, che accettò la costituzione norvegese. Come una monarchia costituzionale, la Norvegia entra nell'unione con la Svezia nel novembre 1814. Solo lievi modifiche vennero apportate nella sua costituzione, il re e la politica estera sarebbe stata comune. Gli affari nazionali vennero gestiti da un governo di Christiania (con una sezione a Stoccolma) e dallo Storting (il parlamento norvegese).

La storia della Norvegia durante il XIX secolo è stata segnata dalla lotta per affermare la propria indipendenza dalla Svezia all'interno dell'Unione e dai suoi tentativi di sviluppare una moderna cultura norvegese. Furono questi momenti in cui emerse un'inconfondibile identità culturale nazionale, che ha continuato a prendere forma nel XX secolo, sulla base dei fondamenti dello stato indipendente norvegese del Medioevo. Individui associati con la crescita di una cultura distinta norvegese sono i matematici Niels Henrik Abel e Sophus Lie, gli scienziati Christopher Hansteen e Vilhelm Bjerknes,il drammaturgo Henrik Ibsen, l'esploratore Fridtjof Nansen e il pittore espressionista Edvard Munch.

Il risentimento verso la monarchia svedese divenne presto evidente all'interno dell'Unione, non da ultimo perché la politica estera veniva decisa nella sua interezza da Stoccolma. La lotta contro la monarchia svedese, però, era legata in particolare all'introduzione del parlamentarismo, secondo cui un governo deve avere il sostegno della assemblea nazionale per rimanere al potere. Quando Karl Johan, chiese il diritto di veto assoluto, lo Storting categoricamente lo rifiutò, nonostante il tentativo del re di intimidirli con una spettacolare forza militare.

Verso la fine del secolo, gli scontri si intensificarono, questa volta il nodo da risolvere era sulla nazionalità del ministro degli esteri dell'Unione. Le truppe svedesi impedirono a quelle norvegesi di raggiungere i loro desideri. In cambio, i norvegesi trascorsero gli ultimi anni del secolo costruendo una propria potenza militare. Alla fine è stato il problema del consolato ad innescare il conflitto finale tra i due paesi. L'11 marzo 1905, il governo del Primo Ministro Michelsen venne formato con l'intento di spingere la questione come azione unilaterale norvegese. Il 7 giugno il governo mise il proprio potere nelle mani dello Storting. Il re cessò di operare come Re di Norvegia, portando così a termine l'unione tra Norvegia e Svezia sotto un unico monarca. La Svezia chiese di negoziare con un plebiscito per chiarire se la nazione nel suo insieme fosse d'accordo con questa mossa. Il plebiscito, nell'agosto del 1905, rispose con un totale di 368.392 norvegesi per porre fine all'Unione,  contro solo 184 voti contrari.



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